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Il fumetto de "Il Corvo", in Italia, venne distribuito in 3 parti più un'edizione speciale (Numero 0).
I temi del fumetto sono: DOLORE*PAURA*IRONIA*DISPERAZIONE*MORTE
Testo di Alefatina. Riferimenti tratti da wikipedia. Vietato l'uso o la modifica del testo Il cognome di Eric è Draven e tale scelta potrebbe essere ricondotta all’intenzione di fare un gioco di parole con il titolo della famosa opera di Edgar Allan Poe, “The Raven” (Il Corvo),(vista anche la citazione di Eric nel negozio di Gideon “All’improvviso sentii un rumore (…)”). In un’intervista, O’ Barr disse che Draven è dato dalla combinazione di “Driven” e “Raven”. Nel fumetto, il cognome di Eric non è mai citato benché l’ultima lettera del suo cognome sia una “s”. Il nome del personaggio è dato dall’anagramma delle parole “Raven Cried”, benchè l’intero nome “Eric Draven” venne composto amalgamando sempre tale parola. * Nel film Eric è un chitarrista e cantante di una band rock (Hangman’s Joke, Lo scherzo del boia). Tuttavia, nel fumetto non viene mai detto che lavoro faccia il protagonista. * I due sono assassinati nella loro casa durante la notte del diavolo, il giorno prima delle loro nozze (la notte di Halloween). I criminali che uccisero Eric e Shelly si recarono nel loro appartamento per minacciare i due colpevoli di aver dato vita ad una sorta di petizione contro gli sfratti nel quartiere. Shelly venne violentata e uccisa mentre Eric, entrato in casa mentre i balordi seviziavano la sua donna, venne accoltellato e sparato per poi essere lanciato fuori dalla finestra. Nel fumetto, la coppia si trova a bordo della sua auto quando viene aggredita da una banda di teppisti che li uccide senza pietà (Eric muore in ospedale e Shelly si lascia intendere che sia in fin di vita, mentre nel film solo la donna sopravvisse ancora per qualche ora). . *Nel film, Sarah (Sherri nel fumetto) è una bambina che conosceva Eric e Shelly e li considerava come la sua famiglia. Dopo la morte dei due riesce a rivedere Eric e a parlargli più volte. Nel fumetto, il primo incontro tra Eric e la bimba avviene sotto casa di Funboy (e lui le dona l’anello di fidanzamento di Shelly); la seconda e ultima volta, Eric si reca da Sherri per dirle addio come le aveva promesso. Inoltre, la madre della bambina, nel film si chiama Darla mentre nel fumetto è Sandy. *Nel film Top Dollar, il potente capo dei loschi crimini che seminavano morte e distruzione a Detroit, viene ucciso per ultimo. Nel fumetto è ucciso per primo. * L’ufficiale Albrecht, nel fumetto, è un giovane e inesperto poliziotto che Eric incontra dopo aver assassinato Gideon. Al contrario, nel film, Albrecht è un poliziotto testardo che seguì il caso dell’assassinio della coppia fin dal principio e che, dopo il ritorno di Eric, diventerà suo amico e sostenitore nella sua opera di vendetta. Esteticamente, Albrecht (impersonato dall’afroamericano Ernie Hudson) è più somigliante al personaggio del capitano Hook, ufficiale di polizia presente nel fumetto, al quale venne affidato il caso di Eric e Shelly e che incontra il giovane in ospedale, prima della sua morte e alla fine del fumetto quando Draven gli lascia un biglietto nel quale gli chiede di prendersi cura del gatto (Gabriel). Ma in entrambe le circostanze i due non avranno modo di stare faccia a faccia. *Nel fumetto, il gatto Gabriel in origine apparteneva ad una anziana signora che viene uccisa all’inizio della storia. Eric lo prende con sé e lo regala a Shelly per il loro anniversario. Nel film, Gabriel appartiene già alla coppia e, dopo la morte dei due, rimane da solo nell’appartamento per poi essere (si lascia intendere ma non è detto esplicitamente) adottato da Sarah e Albrecht a fine film. Nel fumetto, invece, Eric affida il gatto al Capitano Hook avvisandolo, nel biglietto che gli scrive a fine storia, che a breve sarebbero arrivati dei gattini (quindi Gabriel era in realtà di sesso femminile). *Shelby il personaggio del gigante è stato ricreato nella pellicola come uomo chiamato Grange, che ha uno scopo piuttosto differente. Nel fumetto, Eric lo costringe a farsi fornire informazioni sulla banda di malviventi che lui vuole uccidere (per poi ucciderlo con un fucile a fine storia). Nella pellicola egli è aiutante di Top Dollar e ed è ucciso da Albrecht nella chiesa. *Nel fumetto, Eric ha una cicatrice molto sottile che comincia dalla parte inferiore del suo occhio di sinistro fino all'altro lato del suo naso. Essa è dovuta allo sparo nella parte posteriore della testa quando venne ucciso da T-Bird. Nel film non si vede questa cicatrice però in alcune foto compare magicamente nello stesso posto di Eric “fumetto” ma la cosa non viene spiegata. *Nella pellicola, quando Eric viene ferito indietreggia e sembra subire il colpo prima di ricomporsi. Nel fumetto, invece, Eric non sembra nemmeno accorgersi degli spari e anzi, più volte mutila se stesso. Infine, nel film egli diventa mortale alla fine della storia mentre nel fumetto resta immortale per tutto il tempo. *Nella pellicola, il corvo che segue Eric non dice mai una parola, ma funge da “secondi occhi” del protagonista aiutandolo a trovare le persone che deve trovare. Nel fumetto l’animale si rivolge più volte ad Eric. *Nel film, Eric si applica il trucco da solo utilizzando il make-up che apparteneva a Shelly. Nel fumetto, Eric non si vede mai truccarsi e nelle varie sequenze della storia lo si vede talvolta truccato e talvolta no (quando si trova nella casa in cui viveva con la sua amata). Da ciò non è possibile stabilire se Eric applicasse il trucco ogni volta o se esso comparisse a seconda della sua volontà. C’è però da sottolineare il fatto che in altre serie di fumetti de Il Corvo come The Crow: Flesh And Blood, il personaggio si vede applicare il make-up. Inoltre, nella pellicola, il make-up che Eric mette sul suo volto è bianco. Mentre molte foto a colori del personaggio del fumetto evidenziano che il trucco di Eric era composto unicamente dalle marcature nere agli occhi e alla bocca. Il colore della sua pelle era naturale. *Nella pellicola, Eric utilizza frequentemente le armi da fuoco per la maggior parte delle sue uccisioni (prese dal negozio di Gideon). Anche se Eric utilizza le pistole nel fumetto varie volte, sembra più di capace di finire il suo nemico con le mani. *Nel film, Eric uccide Gideon sparandogli varie volte prima di incendiare il banco dei pegni. Nella pellicola, invece, gli consente di vivere ma solo se si farà portavoce di un messaggio indirizzato alla banda di T- Bird. Nel fumetto, Eric concede a Funboy lo stesso in cambio della promessa di una morte non dolorosa. *Tom-Tom nel film non esiste ed è sostituito dal personaggio di Skank. Nel fumetto, Skank era uno del gruppo di Tom-Tom (uno degli assassini dello Shelly) la cui testa venne tagliata da Eric con un katana (arma giapponese simile ad una spada). ![]() IL CREATORE DE IL CORVO: JAMES O' BARR Testo di Alefatina. (Per leggere la versione integrale scaricate il secondo numero della rivista ufficiale del sito disponibile nel mese di Luglio 2008.) RIVISTA Nacque nel gennaio del 1960 a Detroit (Michigan). Allevato da una famiglia adottiva, fin dalla sua infanzia fu profondamente affascinato dall’arte e, in particolar modo, dalla scultura rinascimentale. Agli inizi degli anni Ottanta, O’Barr era addestratore dei Marines e decise di arruolarsi perché, proprio in quegli anni, la sua vita fu stravolta da un evento tragico: la perdita della sua promessa sposa, Bethany, uccisa da un camion. Il colpevole non venne mai trovato. James era assetato di vendetta e si gettò anima e corpo nella realizzazione di un fumetto che doveva essere il più violento e provocatorio possibile. Così nacque “Il Corvo” e il personaggio di Eric Draven: eroe maledetto, giustiziere pieno di rabbia e di odio che tornava dal mondo dei morti per vendicare il suo assassinio e quello della sua amata. O’Barr vide in Eric se stesso, la sua sete di giustizia e la morte fisica passavano in secondo piano di fronte alla vendetta da compiere. O’Barr raccontò: “Era un periodo difficile e doloroso. Mi arruolai nei Marines per smettere di tormentarmi e per provare a mettere un po’ di ordine nella mia vita. Ero pieno di rabbia e cercavo un modo per sfogarla. Così, un giorno, ho iniziato a disegnare Il Corvo”. Il fumetto fu assolutamente figlio degli anni '80 e ciò venne evidenziato dalle atmosfere dark, dai tagli dei capelli, dalle inquadrature e dal bianco e nero delle immagini. In più, O'Barr lasciò l'impronta dei suoi gusti musicali e dei costumi tanto in voga nel corso degli anni '80. Omaggiò il punk rock e la new wave attraverso il suicida Ian Curtis, leader dei Joy Division. Continue fonti d'ispirazione furono, inoltre, i cantanti rock Robert Smith (Cure), Peter Murphy (Bauhaus), Iggy Pop e Jim Morrison (Doors). Ci vollero quasi 10 anni prima che le sue fatiche venissero pubblicate integralmente (dal 1981 al 1989), poichè le case editrici a cui si rivolse o fallirono o si dimostrarono poco interessate al suo fumetto. Infatti, nel 1989, O’Barr pubblicò i primi 4 numeri de Il Corvo con la Caliber Press di Gary Reed, per poi passare alla casa editrice Tundra di Kevin Eastman. Quest’ultima decise di rieditare quanto già pubblicato dalla Caliber Press con l’aggiunta del numero inedito "Morte" (1991). Nel 1994, Il Corvo trovò anche la sua “rappresentazione” cinematografica: il fumetto fu adattato per una pellicola dal titolo omonimo. Ma Il Corvo, nato come fumetto di morte si materializzò a sua volta come film di morte passando alle cronache come pellicola dark maledetta nella quale perse la vita Brandon Lee, il protagonista. Infatti, a pochi giorni dal completamento delle scene finali del film, il giovane attore venne ucciso da un proiettile vero proprio sul set, mentre recitava. Per James O’Barr questo fu l’ennesimo colpo infertogli dal destino. Perse un amico ma, al tempo stesso, questa tragedia riaprì vecchie ferite mai totalmente cicatrizzate. Si sentì in un certo senso responsabile per ciò che era accaduto a Brandon: il personaggio di Eric Draven nato dall’odio, continuava a portare dietro di sé una terribile maledizione e una scia di morte. La finzione era diventata realtà. Il demone che perseguitava O’Barr esisteva davvero e non era solo frutto della sua mente traumatizzata da troppo dolore. James, in seguito alla tragedia, decise di devolvere in beneficenza quanto guadagnato per il film. ![]()
ALCUNE DELLE FRASI PIU' BELLE DEL FUMETTO
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