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In molti mi hanno chiesto notizie su questo romanzo scritto da Roycroft, tratto dal film Il Corvo con Brandon Lee. Per chi non l'avesse mai letto, ho inserito alcune delle parti più belle del libro, e inoltre, vi fornisco qualche informazione sul romanzo se voleste acquistarlo:

- AUTORE: Kenneth Roycroft
- EDITORI: Sperling & Kupfner
- LINK PER ACQUISTARLO (personalmente io l'ho acquistato allegato ad una rivista circa 10 anni fa, quindi non mi sento di rassicurarvi sull'acquisto online del libro): www.unilibro.it

Gli estratti che leggerete sono stati scelti da me. Siete pregati di avvisare qualora voleste prelevarli
(scrivete a fansofalegend@gmail.com)

CAPITOLO 1 --- L'ORRORE

"La città urlava il suo dolore nella notte. Il suono acuto delle sirene della polizia si alzava come una voce lamentosa dall'oscurità degli abissi delle strade. Le rovine si ergevano annerite dal fumo, le finestre ormai buchi vuoti. La città lottava in una guerra contro se stessa e la pace era soltanto l'utopia di pochi assetati.
Da tempo il crimine e il gusto alla violenza avevano preso il sopravvento."

(...)

"Il corvo udì l'appello.(...)
La sua meta era l'anima a cui apparteneva.
L'anima di una persona votata alla morte.
Un'anima che aveva subito una tremenda ingiustizia. Un'anima che, negli ultimi penosi secondi della sua esistenza nel mondo fisico, aveva conosciuto l'orrore.
Il corvo sentì il dolore dell'uomo che gli era stato affidato e accelerò il battito delle ali. Percepì il dolore di tutti gli individui che erano morti soffrendo simili tormenti.
Il ricordo di roghi ardenti e di torture pervase la coscienza del corvo, il ricordo dell'acciaio guizzante della lama letale e della violenza distruttrice di pallottole di ferro e piombo."

(...)

"Hangman's Joke
(...)Sotto le indicazioni del concerto vi era una foto dell'orchestra con il cantante al centro. Un giovane dall'aspetto dannatamente bello. Capelli scuri. Gradevole. Un giovane con un futuro.
Il cantante si chiamava Eric Draven.
E il suo futuro gli era stato appena rubato.
Ora giaceva con le membra fracassate nel freddo della notte e non avrebbe più tenuto in mano una chitarra nè avrebbe mandato in estasi con la sua voce le ragazze.
Mai più."

(...)



CAPITOLO 2 --- IL RITORNO

"La terra vibrò e si curvò. Il brontolio crebbe; un sordo cigolio di legni riempì lo spazio davanti alla toba di Eric Draven. Il tumulo si spalancò. Il corvo fece risonare il suo roco grido.(...)
Il tumulo si alzava sempre di più, fino a diventare un cono da cui cadde sbriciolandosi della umida terra nera.
Una mano di cera. (...)
Nella fredda aria della sera la mano che cercava una presa prese colore, proprio come il braccio che si elevava sempre di più, oltre il bordo del tumulo di terra.
Un urlo di dolore, una voce umana.
Apparve la seconda mano, entrambe trovarono un appiglio e sotto gli occhi fissi del corvo il ritorno si compì più rapidamente. Eric Draven era tornato alla vita."

(...)

"Ma stava realmente respirando? Il suo corpo viveva secondo gli stessi principi della gente normale? Era solo un non morto che prima o poi si sarebbe ridotto in polvere o dissolto nell'aria?"

(...)

"Gli ultimi secondi della sua vita furono come un film. Quando sfondò il vetro e il telaio della finestra, tutto avvenne come al rallentatore. Volò fuori a testa in giù. Allargò le braccia. Per un pò i frammenti di vetro e di legno lo accompagnarono, si allontanarono poi mulinando. Mentre precipitava si sentì colmare di una pace sublime. Percepì l'aria fresca nelle ferite e gridò. Il grido risonò a lungo sopra la città e tutti coloro che, rabbrividendo, lo sentirono, compresero che quello era un grido di morte.
Non sentì l'impatto.
Grazie al tremendo dolore aveva perso conoscenza prima che il suo corpo urtasse l'asfalto.
Ritornato al presente, Eric comprese improvvisamente il significato di quel grido.
Era l'annuncio della vendetta.
Già al momento della morte aveva avuto la certezza di quanto sarebbe accaduto oggi, un anno dopo."

(...)

"Amore e morte sono le costanti dell'eternità."

(...)



CAPITOLO 3 --- LA VENDETTA

"Dozzine di anelli d'oro scintillavano nella scatola aperta. Eric sentì un'ira amara montare in lui. L'idea che ognuno di quegli anelli significava un destino gli procurò un cocente dolore. Osservò gli anelli, quindi li gettò uno alla volta sul pavimento alle sue spalle.(...)
E poi Eric trovò l'anello che gli era familiare come nessun altro. Era un anello semplice, sottile; l'aveva scelto perchè nulla di meglio poteva adattarsi alle delicate e sottili mani di Shelly.
Lampi attraversarono fulminei la sua coscienza.(...)
Chiuse la mano attorno all'anello. Ansimò. Gli costava fatica soffocare il dolore del ricordo."

(...)



CAPITOLO 4 --- L'AMICIZIA

"Come si possono assassinare assassini che non sono mai stati condannati?"

(...)

"-Ora ha intenzione di svanire di nuovo nell'aria?- chiese Albrecht corrugando la fronte.
-Seguirò le sue istruzioni- ribattè Eric dolcemente. - Questa volta userò la porta d'ingresso.-
-Dovrei trattenerla.- Albrecht seguì il misterioso visitatore che già si trovava sull'uscio. -Senta, mi dispiace veramente.-
Quelle parole fecero bene ad Eric che si sentì invaso da una sensazione di calore.
-Grazie-, disse, prima di chiudere la porta.
-Prego-, mormorò Albrecht. Non riusciva a capire cosa fosse Eric Draven. Ma di una cosa era certo: la causa di quell'uomo era giusta."

(...)



CAPITOLO 5 --- IL RISVEGLIO DEL MALE

"Quando Eric salì sul tetto della casa con la chitarra e un amplificatore il corvo gli era vicino. L'uccello si sentiva ancora più vicino a Eric e lo dimostrò posandosi sulla sua spalla. Eric fissava muto l'oscurità. Dalle voragini delle strade di Detroit salivano acute le sirene delle auto della polizia. In lontananza si vedevano dei fuochi. E solo sporadiche luci.
Eric toccò le corde. Conosceva bene quello strumento. Sopra i tetti innalzò toni lamentosi, gli accordi diffusero nell'etere il suo dolore e la sua ira. Lui si avvolse nel suono della chitarra e non udì più i rumori della città.
Il corvo sentì ciò che Eric esprimeva con la musica. Lo percepì più chiaramente di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi parola. Ed era deciso a impiegare tutto il proprio potere per portare a termine la vendetta insieme."

(...)



CAPITOLO 6 --- LA BATTAGLIA CONTINUA

"Il corvo l'aveva guidato, fidato e deciso come all'inizio. Era stato un lungo cammino, ma Eric non provava la minima stanchezza. Sapeva che tra breve avrebbe portato a termine il suo compito. Era in grado di farlo, ma sapeva anche di dovere superare tremendi ostacoli."

(...)

"La vendetta era compiuta.
Che altro voleva?
Aveva ucciso gli assassini. Le bestie che avevano spento la vita di Shelly.
E la sua.
Aveva portato a termine il suo compito."

(...)



CAPITOLO 7 --- SARAH DEVE VIVERE

"Aveva smesso di piovere.
Con le ultime forze Eric tornò al cimitero. Si lasciò cadere contro la lapide di Shelly, vi si aggrappò. Con l'altra mano afferrò uno dei fiori sulla tomba.
Fu allora che la vide.(...)
Si abbracciarono e si baciarono. Adesso che aveva esaudito il suo desiderio, avrebbe trovato la pace eterna.
Si alzò una folata di vento che mosse le foglie a terra.
Quando il vento cessò, le due tombe erano chiuse e inviolate."

(...)

"Sarah tornò ancora una volta nel cimitero. Si chinò e raccolse il fiore abbandonato a terra accanto alla pietra tombale di Shelly. Quando rialzò la testa vide su un albero il corvo. L'intelligente uccello teneva nel becco l'anello di Shelly. Sarah corse sotto l'albero, il corvo lasciò cadere l'anello e lei lo afferrò al volo.
Lo seguì con lo sguardo mentre volava via e sussurrò: -Grazie-.

FINE